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Aborto

Legge sull'aborto

Lo stato giuridico dell'aborto

La Russia è stato il primo paese a consentire legalmente l’intervento di aborto. Nel 1920, l’aborto praticato per qualsiasi motivo, cioè su base volontaria, ha cessato di essere un reato in Russia. Dopo l’emanazione della legge, nel 1934 in Russia sono stati registrati 700.000 interventi di aborto. Questi dati non includono gli interventi non legali.

In Turchia, le leggi relative alla pianificazione familiare e all’interruzione della gravidanza, cioè all’aborto (raschiamento), sono state modificate in base alle condizioni sociologiche, economiche e politiche dei periodi in cui sono state emanate.

Nei primi anni della fondazione della Repubblica di Turchia, a causa della popolazione persa per via della guerra, fu incoraggiato l’aumento della popolazione, e successivamente furono emanate gradualmente leggi contenenti la pianificazione familiare.

Nel periodo di divieto (1923–1965), cioè dalla fondazione della Repubblica di Turchia fino all’entrata in vigore, nel 1965, della Legge sulla Pianificazione Familiare e della relativa normativa, l’interruzione della gravidanza, cioè l’aborto, per qualsiasi motivo e in qualsiasi forma richiesta, era assolutamente vietata.

Questo divieto di cui parliamo è stato disciplinato dal Codice Penale Turco del 1926 e dalla Legge sulla Sanità Pubblica Generale del 1930.

A causa delle ingenti perdite subite durante la Prima Guerra Mondiale e la Guerra d’Indipendenza, delle necessità di difesa del paese, della carenza di manodopera necessaria per l’economia agricola e delle elevate perdite di neonati e bambini, nei primi anni della Repubblica prevalse l’idea che fosse necessaria una politica volta ad aumentare la natalità e la popolazione.

A seguito delle politiche pro-natalità seguite dal 1965 al 1983, l’aumento della popolazione raggiunse il livello più alto tra il 1955 e il 1960.

Con l’aumento del tasso di natalità, che portò a problemi sociali ed economici, si intensificarono gli articoli e le pubblicazioni degli esperti di sanità pubblica e degli specialisti in ginecologia e ostetricia sull’interruzione della gravidanza, cioè sull’aborto, e nel 1965 fu emanata la Legge sulla Pianificazione Familiare.

Con l’entrata in vigore, nel 1983, della Legge sulla Pianificazione Familiare, e con il relativo Regolamento sull’Esecuzione e il Controllo dei Servizi di Svuotamento Uterino e Sterilizzazione e il Regolamento sull’Esecuzione dei Servizi di Pianificazione Familiare emanati in base a tale legge, gli interventi di aborto cessarono di essere reato, a determinate condizioni.

Fino al completamento della decima settimana di gravidanza, ossia 2,5 mesi, in assenza di controindicazioni mediche per la salute della donna, è possibile praticare lo svuotamento uterino volontario, ossia l’aborto.

Con l’articolo 5 della Legge sulla Pianificazione Familiare, che introduce questa disposizione, l’interruzione volontaria della gravidanza (aborto) ha ottenuto una base legale nella Repubblica di Turchia.

La richiesta del consenso del marito per la donna sposata che desidera abortire non è, in realtà, una disposizione introdotta da una legge.

Questo è entrato nella normativa solo attraverso una modifica del Regolamento delle Istituzioni Sanitarie, ed è diventata una prassi che in alcuni casi mette in difficoltà le donne.

Fonti

  1. 2827 sayılı Nüfus Planlaması Hakkında Kanun. T.C. Cumhurbaşkanlığı Mevzuat Bilgi Sistemi, 1983.
  2. Abortion care guideline. World Health Organization (WHO), 2022.

Contenuto medico revisionato da Op. Dr. Şükrü Sanus, Specialista in ginecologia e ostetricia · Ultima revisione medica: